23/05/2017
Sporca normalità  L’emergenza rifiuti in Italia non è un’ emergenza, ma la  norma. Vi sono sicuramente  Regioni e C omuni più  virtuosi, ma , mediamente , le  città,   i  paesi,  le  campagne e  le  spiagge nostrane  sono una discarica a cielo aperto.  Quasi tutti  siamo  pulitissimi in casa nostra , ma , appena varcata la soglia , entriamo  nella terra di nessuno dove è lecito sporcare e lasciare  ogni segno di inciviltà.  Quattro cose  servirebbero per risolvere il problema:  educazione  civica, sanzioni  (non solo minacciate)  in  caso di inadempienza , riduzione a monte degli  imballaggi e costruzione di termovalorizzatori. Ma nel Paese  del  « No, not in my back yard » (tr. Non nel mio cortile) ,  i termovalorizzatori  non si possono neanche nominare . Eppure  sarebbero la soluzione virtuosa al  problema. Se ben costruiti  inquinano molto meno  delle  auto e delle caldaie e  nafta, p roducono energia e scarti  riutilizzabili in edilizia e asfaltatura  strade .  Ho assistito personalmente  a una conferenza su questo tema, applicato alle  aziende che producono cemento. In quell’occasione, infatti, gli esperti  illustrava no appunto  l’efficacia e la sicurezza del sistema nei cementifici e auspicava no che il metodo venisse  adottato anche da altre  industrie e, soprattutto, dal P ubblico . Invece noi preferiamo  vivere  tra i r ifiuti maleodoranti e, questi sì , inquinanti .  Gettarli di nascosto , o  pagare  altri per  raccoglierli e poi  bruciarli a cielo aperto senza filtri o precauzioni , liberando diossina come  nella “T erra dei fuochi ” .  Oppure pagare milioni  di euro  per trasportare i  nostri  rifiuti verso  Austria e Germania , dove  evidentemente (almeno stando alla versione dei nostri  benpensanti) i cittadini sarebbero così “avidi e stolti”  da prendersi il cancro al posto  nostro . Mi chiedo: e siste in Italia un politico coraggioso , che voglia  rischiare l’impopolarità  proponendo e realizzando la soluzione termovalorizzatori?  Nadia Mai
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