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Il labirinto in … Mai mind! Per   non   preoccuparmi   troppo   dell’Alzheimer   incipiente,   o   anche   solo   della   demenza   senile, ho   deciso   di   esorcizzare   la   paura   scrivendone.   C’era   un   argomento   che   mi   intrigava   e   di   cui avrei   voluto   scrivere.   Ma   è   sparito   nei   meandri   della   mente.   E   sono   certa   che   fosse interessante.    Ho    provato    a    fare    un    elenco    di    tutti    i    casi    di    attualità    che    potrebbero coinvolgermi.     Ho     sperato    in    un’illuminazione     improvvisa,     o     in    un    sogno    rivelatore.    Ma niente,   non   si   ripropone.   È   uno   strano   gioco   a   rimpiattino.   Più   io   cerco   di   scovarlo   e   più   lui si   nasconde.   E   si   nasconde   cosÌ   bene   che   sprofonda   negli   abissi   delle   cellule   cerebrali   e   a nulla    vale    lo    sforzo    delle    mie    logore    sinapsi,    detective    in    prepensionamento,      per rintracciarlo.   È   un   meccanismo   perverso   che   si   manifesta,   peraltro,   ad   ogni   età.   Anche   da giovane   ho   passato   anni   a   cercare   di   ricordarmi   il   nome   (piuttosto   comune:   Giovanna)   di una   amica   d’infanzia.   Ogni   tanto   il   nome   riaffiorava,   per   scomparire   subito   lasciandomi sgomenta   e   ansiosa.   Adesso   la   cosa   si   è   notevolmente   aggravata.   Anche   mentre   scrivo   le parole   più   comuni   sfuggono,   fanno   cucù   dal   loro   nascondiglio,   si   prendono   gioco   di   me. Quasi   sempre   riesco   a   riacciuffarle,   ma   con   grande   fatica   e   senza   la   certezza   che   fosse davvero   la   parola   che   cercavo.   E   se   questi     intoppi     quotidiani     mi     infastidiscono   e     mi stancano,    la    ricerca    vana    di    un    pensiero    cui    tenevo    diventa    oltremodo    ansiogena    e spossante.   Ho   deciso   di   non   pensarci   più,   nell’attesa   che   una   qualche   coincidenza   lo   faccia ritornare   in   superficie.   Ma   sono   nervosa   e   a   disagio   e,   anche   se   a   volte   ne   dimentico     il motivo,    quello       è    presente    e    il    ricordo    non    si    offusca.    Temo    di    dovermi preoccupare. Nadia Mai Mi creda cara Nadia, quando si è in grado di scrivere un pezzo cosÌ spassoso e autoironico sul … nulla, non c’è davvero … alcunché di cui Lei debba preoccuparsi. M.S.
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