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Lo scontro tra le Culture genera mostri? Non   so   se   i   cosiddetti   “femminicidi”   di   siano   effettivamente   aumentati   negli   ultimi   anni,   o   se il   fenomeno   sia   solo   amplificato   dai   media,   nel   senso   che   prima   non   veniva   considerato argomento    di    interesse    nazionale    e    se    ne    occupava    principalmente    la    stampa    locale. Comunque   sia,   a   me   sembra   che   si   tratti   del   sintomo   di   un   cambiamento   epocale   e,   forse, addirittura,   di   una   mutazione   genetica   della   specie.   La   modernizzazione   e   l’emancipazione femminile    sono    state    cosÌ    rapide    ed    aggressive    negli    ultimi    decenni    da    anticipare    la capacità   dell’uomo   (inteso   come   genere   umano,   ma   soprattutto   come   genere   maschile)   di adattarsi   al   cambiamento   e   crescere   al   passo   dell’evoluzione.   Come   pensare   che   uomini che   per   millenni   hanno   vissuto   secondo   un   certo   codice   sociale   e   comportamentale,   al punto    da    introitarlo    nel    proprio    DNA,    possano,    nel    giro    di    pochi    anni,    accettare    un sovvertimento   radicale   di   principi   e   di   stile   di   vita?   Questo   convincimento   mi   viene   dall’aver conosciuto   e   frequentato   per   anni   un   ragazzo   albanese   al   quale   ero   molto   affezionata. Sbarcato   in   Italia   durante   il   primo   esodo   da   quel   Paese,   capitò   a   lavorare   da   un   mio parente    e    fu    poi    ospitato    presso    di    me.    Era    una    persona    buona,    generosa    e    gran lavoratore.   Ma   fragile.   Dopo   alcuni   anni   sposò   una   connazionale   e,   insieme,   si   stabilirono nel   mio   paese.   Ebbero   due   figli   magnifici   e   lei   trovò   lavoro.   Sembrerebbe   una   favola   a   lieto fine,   invece   …   Proprio   il   fatto   che   lei   lavorasse   e   guadagnasse   poco   di   più   del   marito,   fu l’inizio   di   un   dissidio   insanabile,   forse   alimentato   anche   dall’atteggiamento   di   superiorità che   sembrava   aver   assunto   la   moglie.   Il   mio   amico   non   era   un   violento   e   sfogò   la   propria frustrazione   nell’alcool.   MorÌ   da   solo,   cadendo   ubriaco   dalla   scala   del   tugurio   in   cui   era andato    ad    abitare.    Non    sto    facendo    l’apologia    del    maschio    sopraffatto    e    incapace    di competere   con   l’emancipazione   femminile.   Penso   solo   che   questa   tragica   vicenda   avrebbe avuto    uno    svolgimento    diverso    se    i    due    avessero    vissuto    in    Albania,    senza    doversi confrontare   con   una   modernità   cui   entrambi   non   erano   preparati.   Lo   scontro   violento   tra culture genera mostri. Lettera Firmata
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